home \ cortometraggi \ scheda
       
Sergio de Simone,Napoli 29.11.1937
Amburgo, Bullenhuser Damm 20.4.1945

Documentario 2006.
Il 20 aprile 1945 venti bambini, ebrei europei, tra cui Sergio de Simone, sono portati da Neuengamme ad Amburgo e, nella scuola di Bullenhuser Damm, impiccati “come quadri alla parete”, come dichiarerà nel 1946 uno degli assassini

Cast & Credits

Marcella Al Akkad, Lina Albarelli, Francesca Caferra, Valentina Caraccia, Leanna Catalano, Gaia Cavanna, Dayana Ceglie, Eugenia Coscarella, Marta Garbarino, Marta Giordanengo, Sara Lombardo, Amanda Petretta, Celeste Picollo, Giulia Santacasa, Carola Tomaini, Elisa Toscano, Anna Zhukova (5°A linguistico 2005/06)
hanno letto brani tratti da ‘Meglio non sapere’ (ed. laterza, 2003), di Titti Marrone

Le voci dei comandi tedeschi nel lager sono di Nedo Fiano – testimone di auschwitz

la voce di Josef Mengele è di Roberto Giordanelli

fotografie e documentazione da:
‘I 20 bambini di Bullenhuser Damm’ (Proedi ed., 2005) a cura di Maria Pia Bernicchia
‘Zeitspuren/ kz–gedenkstatte neuengamme’ (ed. temmen, 2005)
Gunther Schwarberg, ‘Meine zwanzig Kinder’ (steidl verlag., 1996)
‘Auschwitz: la residenza della morte’ (ed. bialy kruk, 2003)

Le riprese alla risiera di San Sabba (Trieste), a Neuengamme e a Bullenhuser Damm (Amburgo) sono di Gianni Giavotto
Le riprese a napoli sono di Mauro Salzano
Montaggio di Sergio Angelo Notti

Musiche:
“Du bist da, wo Menschen leben“ cantata dai bambini di Amburgo
“Die Moorsoldaten” eseguita da tobias gunnemann

Il progetto ‘I luoghi della memoria – i bambini nella shoah’ 2005/06 (Neuengamme / Bullenhuser Damm, Amburgo / Dachau)
è stato promosso dai proff. Gianni Giavotto, Antonella Ferraris, Lido Lorenzetti, Pier Luigi Cavalchini, Doriana Straneo, Anna Ronchi,
con la consulenza esterna del prof. Gian Pietro Armano.
Hanno partecipato studenti delle classi 5°A, 5°B e 4°A del liceo linguistico, 5°A e 5°B del liceo delle scienze sociali, 4°B e 5°A del liceo sociopsicopedagogico dell’ Istituto ‘Saluzzo’ di Alessandria

il progetto ‘i luoghi della memoria’ 2004/05 (Risiera di San Sabba, Trieste / Foiba di Basovizza)
è stato promosso dai Proff. Gianni Giavotto, Antonella Ferraris, Maria Rita Rossa, Lido Lorenzetti, Gian Pietro Armano
hanno partecipato studenti delle classi 5°A, 5°B del liceo linguistico, 5°A e 5°B del liceo sociopsicopedagogico, 5°B del liceo delle scienze sociali, dell’ Istituto ‘Saluzzo’ di Alessandria

 

Il documentario nel progetto "I Luogi della Memoria"

Il documentario nasce dai Progetti ‘I luoghi della memoria’, promossi, ormai da alcuni anni, da parte di alcuni docenti dei Licei Linguistico, Sociopsicopedagogico e delle Scienze Sociali dell’ Istituto ‘Saluzzo-Plana’ di Alessandria, certi delle particolari valenze educative e formative di tali iniziative nei riguardi degli studenti, a supporto e integrazione dell’ordinaria attività curricolare del piano di studi. Fossoli (ex Campo di concentramento), Carpi (Museo Monumento al Deportato), Auschwitz, Trieste (Risiera di San Sabba e Foiba di Basovizza), Amburgo (Neuengamme e Bullenhuser Damm), Dachau hanno costituito – preceduti da un lavoro di approfondimento con gli studenti – le mete di altrettanti viaggi, che potremmo veramente definire dei ‘viaggi di formazione’, in cui la memoria storica ha avuto la funzione di sollecitare e accrescere la formazione culturale e la riflessione, naturalmente anche sui tempi presenti.
La conoscenza diretta del luogo – così come quella dei testimoni, anch’ essi incontrati in questi anni – è senz’ altro particolarmente utile a far nascere negli studenti quell’ identificazione emotiva che può stimolare una riflessione formativa.Le diverse iniziative legate ai Progetti hanno potuto trovare la loro attuazione grazie alla collaborazione con le Amministrazioni Comunale e Provinciale di Alessandria, ed ai contributi delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino e Cassa di Risparmio di Alessandria, dei Lions Marengo, dei Lions Host e dell’ Unione Agricoltori di Alessandria.

Il documentario ha la sua struttura fondamentale nella lettura – da parte delle allieve della 5° A Linguistico 2005/06 – di brani tratti da ‘Meglio non sapere’ (Laterza) di Titti Marrone, in cui l’ autrice rievoca la vicenda di Sergio De Simone, uno dei venti bambini di Bullenhuser Damm, partendo dalle sue origini familiari.
Il testo, insieme ad altri (tra cui “I 20 bambini di Bullenhuser Damm”, Proedi ed.,
di Maria Pia Bernicchia) costituiva uno dei riferimenti bibliografici del Progetto dedicato ai ‘bambini nella shoah’.
Titti Marrone e Maria Pia Bernicchia ci hanno anche personalmente introdotto
alla conoscenza di questa vicenda, grazie a due incontri avvenuti in Alessandria nell’ inverno precedente il nostro viaggio.

A sovrapporsi alle parole delle studentesse, sono soprattutto le riprese che ho effettuato, nel corso degli ultimi due anni, nei viaggi di istruzione dei Progetti: nel 2005 a Trieste, alla Risiera di San Sabba (in cui transitò il piccolo Sergio, insieme ai familiari); nel 2006 al lager di Neuengamme e poi ad Amburgo (dove abbiamo partecipato – il 20 aprile – a due cerimonie molto significative.
La prima, nella piazza di un quartiere della città tedesca, caratterizzata dai canti ebraici di molti bambini tedeschi (che accompagnano i titoli di coda); la seconda, nella scuola di Bullenhuser Damm, dove abbiamo potuto conoscere Gunther Schwarberg, il giornalista che ha avuto il merito di radicare nella memoria collettiva la vicenda dei bambini vittime delle assurde sperimentazioni di Kurt Heissmeyer.
A Bullenhuser Damm, nel pomeriggio del 20 aprile, venti bambini tedeschi hanno impersonato i venti bambini ebrei (provenienti, loro malgrado, da diversi paesi europei): il documentario si apre proprio con il ragazzo che rappresenta e ricorda la storia di Sergio De Simone. Nella palestra della scuola, dove si è svolta la cerimonia, c’ era anche un violinista, Tobias Gunnemann, che ha suonato la melodia ‘Die Moorsoldaten’, che molti considerano l’ inno ufficiale della deportazione. E’ la musica che apre il documentario e che, in una ripresa centrale, ci accompagna nella cantina dove furono uccisi i bambini.

Con le riprese, si avvicendano fotografie, carte, cartoline, disegni di deportati, copertine e pagine di libri (tra cui quelli delle elementari degli anni ’30 del regime fascista).
Oltre ai testi di Titti Marrone e di Maria Pia Bernicchia (tra l’ altro, era anche lei presente, come molti altri anni, il 20 aprile 2006 ad Amburgo), è stato molto utile quello che ci è stato donato al termine della visita a Neuengamme (‘Zeitspuren/ kz–gedenkstatte Neuengamme’, ed. Temmen, 2005) e una delle pubblicazioni di
Gunther Schwarberg: ‘Meine zwanzig kinder’ (Steidl Verlag., 1996).

Infine, un ringraziamento a Nedo Fiano, che ci ha concesso di utilizzare la sua voce, mentre riproduce alcuni comandi tedeschi (a lui ben familiari, nella sua deportazione), voce registrata nel corso della sua testimonianza al Teatro Comunale, in occasione delle iniziative per la ‘Giornata della Memoria 2007’ promosse dall’ Assessorato alla Cultura della Provincia di Alessandria.

La vicenda di Sergio de Simone

Nel novembre 1944, dieci bambine e dieci bambini – tra cui un italiano, Sergio De Simone – furono prelevati dalla baracca 11 di Birkenau mediante una selezione condotta dal dottor Mengele in persona. Il 27 novembre partirono alla volta di Neuengamme, lager situato vicino ad Amburgo. Vi arrivarono il 29 novembre, giorno del compleanno di Sergio De Simone. In gennaio, il medico Kurt Heissmeyer iniziò i suoi esperimenti sui bambini; il dottore voleva inventare un vaccino per la tbc, per diventare famoso e fare carriera.

Il 20 aprile 1945 – all’ approssimarsi della disfatta tedesca - i venti bambini furono portati da Neuengamme ad Amburgo e, nella scuola di Bullenhuser Damm, impiccati “come quadri alla parete”, come dichiarerà nel 1946 uno degli assassini, Johann Frahm.

Il 18 marzo 1946, l'esercito inglese diede inizio al processo contro i quattordici responsabili del massacro dei 20 bambini, che si concluse con la loro condanna a morte per impiccagione il 3 maggio. Undici di loro furono giustiziati, altri tre rimasero impuniti.

Grazie a Günther Schwarberg, giornalista tedesco del settimanale "Stern", il 20 aprile è diventato "Il Giorno del Ricordo" e nella scuola di Bullenhuser Damm (oggi ribattezzata Janusz Korczak, Schule in onore del grande pedagogo polacco morto a Treblinka insieme ai bambini ebrei dell'orfanotrofio che istituì e diresse nel ghetto di Varsavia) ogni anno viene organizzata una cerimonia commemorativa in memoria di questi 20 bambini.
Il 20 aprile 1979 è nata l'"Associazione dei Bambini di Bullenhuser Damm", di cui Philippe Kohn - fratello di Georges-André, il più grande dei 20 bambini - è il presidente.
Nella scuola, su una lapide posta in un giardino di rose bianche si legge: "Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla".


Sergio de Simone era nato a Napoli il 29 novembre 1937.

Le leggi antiebraiche del 1938 e la partenza del padre Edoardo per la guerra indussero sua mamma Gisella a tornare nella casa di famiglia a Fiume.
Dapprima la vita sembrava scorrere serena, poi i bambini ebrei vennero espulsi dalle scuole e agli adulti fu impedito di lavorare. Un delatore segnò la condanna di Sergio, della sua mamma, della sua nonna, delle sue cuginette Andra e Tatiana e della loro mamma Mira: furono tutti deportati alla Risiera di San Sabba e da lì ad Auschwitz, con il convoglio 25T.
Era la notte del 29 marzo 1944 quando furono scaricati sulla rampa di Auschwitz-Birkenau. Con la prima selezione, nonna Rosa fu mandata a destra, caricata su un camion e spedita al gas. Mamma Mira con le bimbe Andra e Tatiana raggiunsero Birkenau a piedi insieme a Gisella e Sergio.
Furono tutti tatuati. Mira da quel momento divenne il numero 76482, Andra il 76483, Tatiana il 76484, Gisella il numero 765516 e Sergio il numero A 179614.
Sergio e le cugine la stessa notte furono separati dalle loro mamme e spediti nella baracca dei bambini.
Il nome di Sergio appare in un raro referto medico datato 14 maggio 1944 e firmato dal dottor Josef Mengele, che riferisce di una visita che gli fecero alla gola. Si tratta di un importantissimo documento perché conferma la presenza dei "bambini di Bullenhuser Damm" nel campo di Birkenau.
Da quell'inferno Gisella tornò, tornarono anche la sorella Mira e le bimbe Andra e Tatiana.
Sergio no, lui non tornò. Fu sopraffatto dall'inganno perpetrato da Mengele una fredda mattina di novembre del 1944, quando entrò nella baracca dei bambini di Birkenau e disse: "Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti".
Sergio de Simone sarà uno dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm e commemorato con un giardino di rose bianche sorto a loro memoria nella stessa scuola, che oggi porta il nome del grande pedagogo polacco Janusz Korczak, morto a Treblinka insieme ai bambini dell'orfanotrofio che aveva istituito e dirigeva nel ghetto di Varsavia.

L’ intervento didattico si è articolato in varie fasi: da parte dei docenti dell’ Istituto ‘Saluzzo’ lezioni frontali, proiezione di film e documentari sulla memoria della Shoah, percorsi di letteratura, di storia e di filosofia.; incontri con Maria Pia Bernicchia, Sara Valentina Di Palma e Titti Marrone, autrici di testi sull’ argomento [*]; viaggio di istruzione ad Amburgo e Dachau.

E’ stata proprio quest’ ultima, forse, la fase più significativa: il viaggio di istruzione (a cui hanno partecipato 80 studenti) è stato compreso tra il 18 e il 22 aprile, per essere presenti il 20 aprile 2006 alle cerimonie in memoria dell’uccisione di 20 bambini ebrei (tra cui appunto l’italiano Sergio De Simone) in una piazza della città e nella scuola di Bullenhuser Damm, in Amburgo, dopo aver visitato il campo di Neuengamme.
Alla conclusione del Progetto, i docenti hanno guidato gli allievi nella raccolta e nella produzione di materiale.

[*]
Maria Pia Bernicchia, “I 20 bambini di Bullenhuser Damm”, Proedi
www.proedieditore.it/20bambini
Titti Marrone, ”Meglio non sapere”, Laterza
Sara Valentina Di Palma, “Bambini e adolescenti nella Shoah”,Unicopli.

 

Proiezioni e riconoscimenti

E' stato ammesso alla selezione finale del Concorso ‘FILMARE LA STORIA’(per opere multimediali prodotte nella scuola sui temi della storia del ‘900) promosso dall’ Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza di Torino.

E’ stato proiettato a Torino, nella sala proiezioni del Museo Diffuso, in c.so Valdocco, il 20 aprile 2007: lo stesso giorno in cui fu ucciso 62 anni prima ad Amburgo il piccolo Sergio.

E' stato premiato con il secondo posto tra i documentari al Concorso Nazionale Festival CINEMA-VIDEO “SCUOLACINEMA
per le Scuole di Istruzione Secondaria di Primo e Secondo Grado - 2007 ASTI; Il concorso è dedicato a Giovanni Pastrone.

In occasione della Giornata della Memoria 2007, è stato proiettato lunedì 29 gennaio a Napoli, al Teatro Mercadante.

Ha partecipato alla trasmissione radiofonica NEWS GENERATION di Rai Radio 1 del 29 gennaio 2007

 

Downloads

>scarica il cortometraggio